I minchioni e i cervelloni!

Al tempo del coronavirus o, chiamandolo col suo nome, al tempo del Covid-19, certe situazioni e certe persone tornano a occupare il posto che compete loro.
Medici e infermieri, che vedono riconosciuto il ruolo e il rispetto che meritano.
Multimilionari strapagati per dare calci a un misero pallone, che prima usufruiscono di quei test clinici negati persino a medici in prima linea, e poi fuggono in aereo privato, in barba a tutti i divieti.
Il medico ospedaliero di Torino, che urla la sua rabbia vedendo come a medici e infermieri in prima linea venga per l’appunto negato quel tampone che, invece, non può negarsi al politico di turno.
Politici? I politici erano ben altri, un tempo!
Nel 1984, io poco più che ventenne, ricordo Giorgio Almirante in fila, come ogni comune cittadino, per rendere omaggio al suo principale avversario politico, mai nemico, Enrico Berlinguer, davanti l’ingresso di Botteghe Oscure. E ricordo Giancarlo Pajetta, avvisato da qualche attivista, andargli incontro e accompagnarlo fino al feretro.
Quattro anni dopo, furono Giancarlo Pajetta e Nilde Iotti, la compagna di Palmiro Togliatti, a rendergli omaggio.
Non sono questi, ovviamente, gli unici esempi di rispetto tra persone di diverso orientamento, o gli unici esempi di persone di alto e ben altro livello. I politici d’un tempo, per l’appunto, comunque la si voglia pensare.

Poi, ci sono persone che, neppure in occasioni drammatiche come queste, desistono dal mostrare il loro essere minchioni o cervelloni!

I minchioni, dunque.
Sui social c’è una foto, scattata credo a Palermo, in cui campeggia un lenzuolo sventolante sulla strada, con un messaggio inequivocabile: DOVETE STARE A CASA TESTE DI MINCHIA.
E avrei già detto tutto!
Credo che ognuno di noi possa dire di avere osservato teste di minchia, riprendendo la dicitura del lenzuolo di Palermo, che non riescono a fare a meno della corsetta o della camminata quotidiana, per loro è troppo importante, altrimenti impazziscono! Schiavi del loro ego, che si lamentano dell’assurdità (dal loro punto di vista) di non poter uscire. E che cazzo!
Non hanno compreso, non riescono a comprendere che, per colpa di teste di minchia (riprendo sempre la dicitura del lenzuolo di Palermo) come loro, incapaci di rispettare le regole in un momento così critico, incapaci di dare priorità alla necessità di garantire la salute loro e della collettività, … non hanno compreso, dicevo, che, per colpa di teste di minchia come loro, le regole sono poi necessariamente rese ancora più stringenti per tutti.
Ppo’ tintu, ci va ri mienzu ‘u bbonu, … per il cattivo, ci va di mezzo il buono!
Grandissimi minchioni!

I cervelloni, poi.
Coloro che minimizzano il tutto, … non è niente più che una banale influenza, … l’influenza fa più morti, … muoiono solo i vecchi, quasi che il lasciar morire i vecchi sia lecito, o che la morte di un vecchio sia poco rilevante, o che non sia vero, tra l’altro, che anche tanti giovani cominciano a riempire le terapie intensive, … prepariamoci a una dittatura, … leggete l’articolo di tizio o guardate il video di caio … e altre amenità del genere.
Sostanzialmente, complottisti!
E non sanno, forse non riescono a comprendere o si rifiutano di comprendere, loro grandi cervelloni intellettualoidi, quanto danno ha fatto il complottismo …

I cosiddetti Protocolli dei Savi di Sion furono un falso storico creato ad arte dalla polizia segreta dello zar, a inizio Novecento, per diffondere odio nei confronti degli ebrei.
Sebbene la loro falsità sia stata acclarata e documentata fin da subito, furono tra i fondamenti dell’antisemitismo che dilagò di lì a pochi decenni e rappresentano, oggi, la base ideologica del fondamentalismo islamico in Medio Oriente.

Subito dopo l’11 settembre del 2001, iniziò a girare in rete (e gira tuttora!) la falsa notizia secondo cui quattromila ebrei, dipendenti di aziende operanti nelle Twin Towers, non andarono quel giorno al lavoro, in quanto allertate in anticipo. Fu così che, secondo questa fonte, non vi furono vittime ebree, quel giorno.
Nella realtà, invece, su poco meno di tremila vittime, almeno quattrocento erano di religione ebraica!
Come nacque, allora, la bufala? Il giorno dopo gli attentati, l’edizione online del Jerusalem Post pubblicò un articolo secondo cui il ministro degli esteri israeliano aveva ricevuto i nominativi di 4000 israeliani presenti nella zona del World Trade Center e in quella del Pentagono al momento degli attacchi. Gli sconosciuti complottisti non fecero altro che utilizzare quel numero, creando ad arte una verità totalmente … falsa!

Il complottismo è davvero una brutta bestia, … ma i cervelloni non lo capiranno mai!