… firi caccia ‘u lign’ ‘a varca …

(ripreso dal vecchio blog Sikeloi.net, 2011)

C’è una storiella che mi piace molto, non so se sia vera, propenderei per il no, ma certamente fa parte di quelle tradizioni popolari, nostre, che sarebbe bene non perdere, che occorrerebbe ricordare e tramandare, in fondo anche esse fanno parte della nostra memoria!

È la storia di un tizio in partenza per la Terra Santa, a cui un amico, religioso assai, chiede, quasi implorante … «m’a puorti ‘na leffa r’a Cruci?», «mi porteresti un frammento della Croce?»!
Il tizio si reca in Terra Santa, … ovviamente non trova alcuna Croce, … torna in Sicilia, … «’bbi, chiddu ora mi cerca ‘a leffa r’a Cruci»!
Non volendo dare un dispiacere all’amico devoto, … pensa, ripensa, … va al mare, si avvicina alla vecchia barca di un pescatore, tira fuori il coltellino … ed ecco ricavata ‘a leffa r’a Cruci …!
Non appena lo incontra, l’amico devoto … «t’o ‘riurdasti r’a leffa r’a Cruci?»
E ricevuto il “sacro” ricordo dalle mani dell’amico premuroso, se ne tornò a casa felice e con la sua fede aumentata dal frammento della santa Croce, … o, meglio, da una scheggia di legno presa da una vecchia barca … firi caccia ‘u lign’ ‘a varca …!

Una storiella semplicissima, che fa anche sorridere, è bastato poco all’amico per andarsene felice e contento, di fondo gli è bastato essere preso in giro, … ‘siri pigghiatu ppo culu, a fin di bene si capisce, e la sua fede è anche aumentata!

Un po’ quello che succede a noi siciliani, tantu sperti, illuminati, furbi e attenti al nostro bene, quando scegliamo i nostri rappresentanti, … firi caccia ‘u lign’ ‘a varca …!