Una strega cattiva cambiò Federico III di Sicilia in Federico II l’Aragonese

Una strega cattiva cambiò Federico III di Sicilia
in Federico II l’Aragonese

di Corrado Mirto – da L’Ora Siciliana del 11 maggio 2018
(per gentile concessione del direttore responsabile, Angelo Severino)

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Quando si vuole ridurre un popolo allo stato coloniale gli si toglie la cultura, la lingua e la storia, in maniera che i “colonizzati” finiscano per identificarsi con la cultura, la lingua e la storia del paese dominante. E così i Siciliani sono stati convinti del fatto che non hanno una loro cultura, che la loro lingua è un rozzo dialetto (nei secoli XIV e XV, invece, la Real Cancelleria emanava in lingua siciliana documenti firmati dal sovrano) e che non hanno una loro storia.

Infatti, parte della storia siciliana è stata fatta scomparire e, quella che è rimasta, viene presentata arbitrariamente come un susseguirsi di dominazioni straniere che vedono i Siciliani oggetto inerte della storia. La vittima più illustre della distruzione della storia siciliana è stato il grande re Federico III, il quale è stato fato scomparire con un giochetto di prestigio particolarmente brillante. Alcuni storici hanno, infatti, spiegato al defunto che egli aveva sbagliato a intitolarsi III perché il precedente re di Sicilia dello stesso nome era II come imperatore ma avrebbe dovuto essere I come re di Sicilia. E per questo lo hanno retrocesso a II, facendogli così perdere l’identità.

Non contenti di questo, nel timore che qualcuno riuscisse ancora a identificarlo, gli hanno anche messo un soprannome, “l’aragonese”, per convincere i Siciliani che si trattava di un dominatore straniero e non di un loro sovrano. A questo punto è necessario un chiarimento.

Federico III, di padre aragonese, ma di madre siciliana, era venuto in Sicilia all’età di nove anni. In Sicilia era cresciuto ed era poi rimasto per tutta la vita. Era affezionato al paese e si considerava siciliano. Durante i lavori del Parlamento Siciliano riunito a Piazza Armerina nell’ottobre del 1296, infatti, quando un aragonese pose il problema se fosse lecito combattere contro il re d’Aragona, Federico rispose che traditore non era chi combatteva contro il re d’Aragona ma chi non difendeva la propria patria. E nel 1299, nella grande battaglia navale di Capo d’Orlando, volle guidare personalmente la flotta siciliana contro quella aragonese per dimostrare che egli era Siciliano e non Aragonese.

Ma nemmeno tutto questo è riuscito a salvarlo. Per certi nostri “amici” egli era un dominatore straniero e la Sicilia, benché fosse in guerra contro l’Aragona, era una colonia aragonese.