Maestri

Questa pagina è dedicata ai miei Maestri, a chi ha ingenerato in me la curiosità per la Storia vera della Sicilia, a chi ha inciso un solco indelebile nello sviluppo di un pensiero libero.
Pippo Scianò e Corrado Mirto, innanzitutto, non potrebbe essere diversamente.
Il caro e insostituibile Pippo Scianò, la cui preparazione giuridica, la cultura storica, la capacità di ricerca e di approfondimento, mai faziose e invece sempre accompagnate da obiettività, la profondità di pensiero, la coerenza delle idee e la fedeltà alle stesse, l’instancabile voglia di lottare per esse, incurante della derisione e dei colti sorrisetti ironici, sono inferiori, forse, soltanto alla sua signorilità e delicatezza, al rispetto degli altri e delle altrui opinioni, al garbo e alla naturale eleganza dei modi, all’onestà intellettuale, all’essere insomma una persona estremamente perbene, generosa e caritatevole, con un innato senso della gratitudine e della riconoscenza. Da storico e carismatico segretario nazionale del vecchio Frunti Nazziunali Sicilianu – Sicilia ‘Ndipinnenti, di estrazione decisamente progressista, non ebbe tentennamenti o timore alcuno nel perorare l’elezione a presidente del professore Corrado Mirto, uomo decisamente di destra, sapendone apprezzare e riconoscere il valore al di là delle posizioni o dei colori.
Corrado Mirto, dunque, di cui ebbi la fortuna, a più riprese, di apprezzarne cultura, passione politica, immensa umanità, semplicità. Docente di Storia Medioevale all’Università di Palermo, unanimemente considerato il massimo esperto di storia del Vespro, a lui va il merito esclusivo del recupero storico e del ritrovamento, nella Basilica di Sant’Agata a Catania, della tomba di Federico III di Sicilia, colui che è diventato il mio Re, “un re da leggenda”, come ebbe a definirlo, nel 1951, lo storico spagnolo Rafael Olivar Bertrand.
Un grazie discreto ma sincero rivolgo, per la signorilità e la disponibilità, ad Angelo Severino, direttore responsabile de L’Ora Siciliana, giornale online di “cultura, politica, storia (e controstoria) di Sicilia”, autore di inchieste memorabili, da cui trassi anche spunti per il vecchio Sikeloi, quali la presunta presenza di scorie nucleari all’interno dell’ex miniera di Pasquasia o il possibile incidente (o esperimento) nucleare che vi si sarebbe verificato intorno al 1995 e di cui discusse anche la Camera dei Deputati, nell’ottobre del 2013.
Avendolo contattato per chiedere l’autorizzazione a pubblicare stralci di articoli del suo giornale, la sua disinteressata risposta è stata un semplice «… lei può farlo ed è benvenuto nelle nostre pagine. I nostri amici in comune (Pippo Scianò e Corrado Mirto) devono non solo essere pubblicizzati come è giusto che sia ma anche rivalutati … La ringrazio per quanto lei fa e farà per il bene della nostra “piccola” ma grande Patria».
No, Angelo Severino, lei non deve ringraziarmi, sono io che la ringrazio di vero cuore. E mi permetto di annoverarla … tra i Maestri!

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