Inno siciliano

Il professor Corrado Mirto, ‘u ziu come lo chiamava affettuosamente Giovanni Basile, mi raccontava un giorno a Modica, tra un morso di pizza e un sorso di birra, di come, ancora fino agli anni quaranta e cinquanta del Novecento, le persone si alzassero in piedi, nei teatri siciliani, all’avvio della cabaletta Suoni la tromba, e intrepido, in versione riadattata da I Puritani di Vincenzo Bellini, riconosciuta come vero e proprio inno nazionale siciliano.
Raccontarlo oggi … fa quasi ridere!
Ma è la stessa consapevolezza della nostra storia e della nostra identità, del resto, ad essere andata perduta, ad essere stata cancellata.

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Sicilia!
Per la Sicilia, intrepido
io pugnerò da forte
bello è affrontar la morte
gridando libertà!

Contro ogni tirannide
nemica della nostra terra
ognun le armi afferra
gridando libertà.
Sicilia!

Bello è affrontar la morte
gridando libertà!

L’oppresso nostro Popolo
quest’oggi si ridesta
e leva alfin la testa
gridando libertà!

Vogliam che in terra libera
vivan le nostre genti
sorgano voci ardenti
gridando libertá!
Sicilia!

Bello è affrontar la morte
gridando libertà!

Al suon dei bronzi indomiti
dei nostri templi santi
leviamo in alto i canti
Sicilia e Libertà!

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